lunedì 18 febbraio 2008

Guido Rey. Caffè: un grande Maestro

Federico Caffè: profilo di un maestro

Estratto dal discorso del Prof. Guido Rey

Per l'intitolazione della Facoltà a Federico Caffè in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 1993-94 (18 gennaio 1994)


Alle migliaia di studenti che hanno avuto la fortuna di avere F. Caffè come educatore e docente di politica economica egli ha fornito una «concezione della scienza economica come un'opera costante e successiva per cui l'edificio della scienza stessa risulta come una serie di piani che si aggiungono a quelli precedenti in modo da costruire un tutto solido ed armonico».A questi giovani F. Caffè ha dedicato tutta intera la sua vita e a loro volta i giovani lo amavano per la lucidità espositiva, la veemenza nella condanna delle ingiustizie, la profonda dottrina, la vasta cultura e la prosa preziosa e al tempo stesso essenziale. Ai giovani delle ultime generazioni ha saputo trasmettere il suo sdegno all'«idea che un'intera generazione di giovani debba considerare di essere nata in anni sbagliati e debba subire come fatto ineluttabile il suo stato di precarietà occupazionale»Continuo era il suo richiamo all'idea che «l'Università statale non può rinunciare, senza screditarsi, a realizzare quella "eguaglianza delle posizioni di partenza" che è precetto tipico di ogni rispettabile concezione "liberale"».È stato un Maestro severo, esigente, un esempio difficile da imitare, attento a non forzare le inclinazioni dei singoli, sempre pronto ad immedesimarsi ed incuriosirsi per le nuove linee di ricerca proposte dai giovani studiosi ai quali ha insegnato il profondo rispetto per tutte le scuole di pensiero economico. Ricordava ai suoi allievi che: «il compito dell'intellettuale è quello di rimanere fedele al dubbio sistematico come appropriato antidoto alla riaffermazione intransigente di cui spesso si finisce di essere prigionieri» e soprattutto ammoniva che è innaturale ed illusoria la scissione mentale dell'economista in quanto teorico ed in quanto cittadino.Per molti economisti italiani è stato un partecipe fratello maggiore e per molti altri è stato un esempio ed un punto di riferimento per la sua produzione scientifica e per la sua universalmente riconosciuta equanimità e severità di giudizio. Anche lui come Schumpeter ironizzava sulla «originalità soggettiva e cioè il conseguimento autonomo di risultati già da altri raggiunti e la cui tempestiva conoscenza avrebbe potuto evitare una costosa moltiplicazione di sforzi».Non sono mancati gli oppositori alle sue idee e alla sua scuola ma questo, se a volte gli ha procurato cocenti delusioni, non gli ha impedito di essere obiettivo nei suoi giudizi.Il suo pensiero lo si può sintetizzare nell'esigenza di rinnovamento e di continuità poiché il progresso della scienza economica deve necessariamente inglobare quello che di valido vi è nel pensiero degli economisti di qualsiasi indirizzo: in quanto tale il progresso è pluralistico e non monocorde.Al decisore di politica economica F. Caffè raccomandava l'attenzione alla gente comune che produce e risparmia, ai giovani senza lavoro, alla solidarietà verso i più deboli e condannava l'indifferenza verso i trabocchetti, le insidie ed i tripli giochi di personaggi in posizione di autorità che inviavano al Paese chiari ed insinuanti inviti ad arricchirsi.L'obiettivo primario deve essere «il pieno impiego che non è soltanto un mezzo per accrescere la produzione e intensificare l'espansione. È un fine in sé, "poiché porta al superamento dell'atteggiamento servile di chi stenta a trovare un lavoro o nutre il timore di perderlo".Riformista che così definiva: «Egli preferisce, il poco al tutto, il realizzabile all'utopico, il gradualismo delle trasformazioni a una sempre rinviata trasformazione radicale del sistema». «Il riformista è anche consapevole che alla derisione di chi lo considera un impenitente tappabuchi (...) si aggiunge lo scherno di chi pensa che ci sia poco da riformare, né ora né mai in quanto a tutto provvede l'operare spontaneo del mercato».Il suo testamento spirituale lo si legge in uno dei suoi ultimi scritti in cui afferma: «La prospettiva di vita intellettuale valida che mi rimane è troppo limitata perché sia disposto a considerare vacui ideali, a mio avviso irrinunciabili, l'egualitarismo, l'assistenzialismo, lo Stato del benessere».Il suo riformismo è stato sempre rigoroso e ha condannato con dure parole «lo sfruttamento politico degli emarginati; la pressione dei furbi rispetto ai veri bisognosi nell'avvalersi delle varie prestazioni assistenziali, le ripercussioni dannose a carico del bilancio dello Stato dell'inclinazione lassista a voler dare tutto a tutti».La sua profonda conoscenza dei fallimenti del mercato non gli nascondeva il pericolo dei fallimenti dello Stato che considerava ancora più gravi poiché colpiscono le fasce deboli ed emarginate del Paese e ammoniva che la miseria genera odio.Era un profondo conoscitore degli scritti degli studiosi liberali italiani a cominciare da F. Ferrara per finire con G. Del Vecchio e L. Einaudi ai quali F. Caffè era legato dalla comune convinzione che «è soltanto rifacendosi all'uomo come valore in sé che si potrà confidare di apportare qualche elemento di chiarificazione in materie in cui si può dimostrare frastornante non la schematizzazione teorica ma l'esibizione di certezze nelle discussioni di politica economica». Fra queste fragili certezze egli inseriva l'inefficienza dello Stato, la forza creativa del mercato, il parassitismo arrogante della burocrazia.F. Caffè è stato e rimane un Maestro per la convinta e anticipatrice capacità di cogliere gli elementi di novità che si ritrovavano nel pensiero di Keynes del quale amava ricordare che «presto o tardi sono le idee e non gli interessi costituiti che sono pericolose sia in bene che in male». Ugualmente fondamentale è stato il suo impegno ad approfondire gli aspetti analitici e normativi che erano impliciti nell'economia del benessere e a segnalare le sfide che l'economista deve trarre dall'economia del benessere con gli impliciti giudizi di valore da contrapporre alla pilatesca visione dell'economista che si rifugia nel formalismo per non vedersi coinvolto nelle scelte di politica economica. Introdusse in Italia i lavori di J. Tinbergen e R. Frisch come ponte fra l'eleganza formale dell'economia del benessere e l'impegnativa funzione della politica economica come guida alle decisioni.Esemplari sono state le sue ricerche sulle conseguenze occupazionali del progresso tecnico, sul trade-off tra occupazione ed inflazione, sull'esigenza di evitare le ambiguità politiche e teoriche della politica dei redditi.Alcune pagine lungimiranti lo vedono critico delle partecipazioni statali, si può dire dalla loro nascita. Egli affermava che da organismi ambigui non possono che discendere criteri operativi distorti e non era lecito decidere sulla frontiera fra pubblico e privato e sull'alienazione di un patrimonio pubblico costruito con gli sforzi e i sacrifici della collettività, secondo le regole definite per gli amministratori di un patrimonio lasciato loro dai nonni.Un suo intervento particolarmente efficace ed innovativo riguardò la strategia dell'allarmismo economico come riedizione del crollismo ossia l'uso spregiudicato dell'informazione economica da parte dei grandi oligopoli per colpire i lavoratori e le componenti più deboli della società. La sua analisi consentiva di evidenziare un ulteriore fallimento del mercato e al tempo stesso riaffermava il ruolo fondamentale dello studioso libero a tutela dei più deboli economicamente e culturalmente.Scrisse sulla convertibilità della lira, analizzò i movimenti di capitali e denunciò il semplicistico richiamo alla libertà dei mercati senza che venisse ugualmente considerato l'interesse del Paese a vedersi tutelato nei confronti degli incappucciati (come egli amava definirli) ossia gli anonimi speculatori finanziari che privilegiano il lucro di breve periodo e intralciano l'accumulazione produttiva. Del resto i mercati monetari e finanziari nonché le Borse sono sempre stati criticati da Caffè per la loro scarsa trasparenza e per la illusoria capacità di allocare efficientemente il risparmio.Nel dibattito sulle misure di riequilibrio della bilancia dei pagamenti egli ha ricordato incessantemente l'esigenza di non procedere unicamente dal lato delle esportazioni poiché sovente può essere più efficiente per il benessere sociale puntare sulla sostituzione delle importazioni. La sua convinta accettazione dell'idea dell'Europa unita non gli impedì di analizzare e criticare l'aprioristica accettazione del Sistema Monetario Europeo in assenza di politiche di struttura che rafforzassero l'apparato produttivo dei paesi più deboli.E sempre in tema di economia internazionale egli evidenziava la colpevole ignoranza di coloro, specie gli organismi internazionali, che raccomandavano "il lasciar fare" ai paesi poveri e dimenticavano di dimostrare analiticamente come potesse operare la mano invisibile in un'economia mondiale dominata dagli squilibri e dalla concentrazione del benessere in pochi paesi industrializzati.La rassegna dei contributi scientifici di F. Caffè non sarebbe completa se venisse dimenticata la raccolta critica delle opere di F. Ferrara, F.S. Nitti e L. Einaudi, la preziosa azione a favore della diffusione degli autori stranieri meno noti ma precursori dei nuovi filoni di ricerca, la direzione di importanti collane di opere di studiosi italiani e stranieri e infine la sua partecipazione al dibattito economico e politico con appassionati lucidi e eruditi articoli sui principali giornali e riviste italiani.Per concludere vorrei riprendere una frase del discorso di commemorazione di F. Ferrara, il Maestro al quale si ispirò F. Caffè nella sua ultima lezione. Sono parole che ritengo consentano di ricordare degnamente anche F. Caffè: «tutta una generazione si abbeverò alle fonti limpide della sua dottrina e la sua produzione scientifica, così ricca e varia e forte, dovrà essere studiata da chiunque voglia tutti conoscere i segreti dell'economia politica».Credo sia giusto ricordare anche il suo ammonimento: «occorre fare appello ad un vigile senso critico e ad una lunga memoria che, nell'efficace collegamento tra il presente ed il passato, trovi il migliore antidoto al sottile veleno delle presunte certezze».


NOTA BIOGRAFICA

Federico Caffè, nato a Pescara il 6.1.1914, si è laureato con lode in Scienze Economiche e Commerciali presso l'Università di Roma nel 1936. Assistente volontario alla cattedra di Politica economica e finanziaria dal 1939, nell'anno accademico 1946/47 ha vinto una borsa di studio per un soggiorno presso la London School of Economics. Libero docente di politica economica e finanziaria nel 1949 nello stesso anno è stato nominato assistente incaricato alla cattedra di Scienza delle Finanze di cui era titolare G. Del Vecchio. Vincitore nel 1954 del primo concorso a cattedra di Politica economica e finanziaria tenutosi dopo la fine della guerra, è stato professore straordinario della stessa disciplina a Messina passando poi all'insegnamento di Economia politica a Bologna ed infine è stato chiamato a Roma nel 1959 come professore ordinario di Politica economica e finanziaria presso la facoltà di Economia e Commercio. Nel 1984 gli è stato conferito il diploma di prima classe, con medaglia d'oro, per i benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte.Dal 1970 è stato socio corrispondente dell'Accademia nazionale dei Lincei ed è divenuto socio nazionale nel 1986. Alla sua lunga e intensa carriera universitaria si è affiancata un'altrettanto lunga e prestigiosa carriera pubblica che lo vide per un breve periodo capo di gabinetto del Ministro della Ricostruzione Meuccio Ruini nel Governo Parri. Non meno rilevanti sono stati gli incarichi che gli vennero affidati come funzionario del Servizio Studi della Banca d'Italia dove venne assunto nel 1937. Nel 1954, con la sua nomina a professore straordinario, si concluse il rapporto di lavoro e venne nominato consulente del Governatore della Banca d'Italia, incarico che mantenne sino al 1969. Inoltre dalla data della sua istituzione nel 1965 e sino al 1975 ha diretto l'Ente Einaudi per gli studi monetari bancari e finanziari. Ha curato con grande erudizione e gusto filologico la raccolta di opere di F. Ferrara, di F. S. Nitti e di L. Einaudi nonché significative raccolte di saggi di autori italiani e stranieri. La sua dedizione all'Università e gli incarichi ricevuti non lo hanno mai allontanato da un impegno civile che lo ha visto antifascista negli anni della guerra, a contatto con le forze democratico-liberali e azioniste nel dopoguerra, vicino al riformismo cattolico di Cronache Sociali di Dossetti all'inizio degli anni '50 e infine vigile e critico consigliere del sindacato unitario. Era piccolo di statura, riservato, mite ma capace di terribili sfuriate, lettore instancabile, amante della musica, erudito, storico del pensiero economico italiano. Federico Caffè è scomparso nella notte fra il 14 ed il 15 aprile 1987. Autore di oltre 200 pubblicazioni, fra le quali si segnalano le seguenti: - Vecchi e nuovi indirizzi nelle indagini sull'economia del benessere, Tecnica Grafica, Roma, 1953; - Saggi critici di economia, De Luca, Roma, 1958;- Politica economica - Sistematica e tecniche di analisi (2 voll.) Boringhieri, Torino, 1966; - Teorie e problemi della politica sociale, Laterza, Bari, 1970; - Un'economia in ritardo, Boringhieri, Torino, 1976; - Lezioni di Politica Economica, Boringhieri, Torino, 1980;- L'economia contemporanea, Edizioni Studium, Roma, 1981;- In difesa del Welfare State, Rosenberg & Sellier, Torino, 1986.

Federico Caffè

UN RICHIAMO AL REALISMO

di Federico Caffè

Questo che segue è l'articolo pubblicato dalla rivista "Cooperazione" del Ministero degli Affari Esteri, sul numero 19, aprile 1981. L'intervento del Prof. Federico Caffè è all'interno del "Primo Piano" "Verso il Nuovo Ordine monetario internazionale", curato da Roberto Maurizio. L'articolo è inserito all'interno del "Dibattito Aperto" su "Moneta e Sviluppo". Oltre al Professore, parteciparono, tra gli altri, Mahbub Ul Haq, Paolo Leon, e Fabrizio Saccomanni.

Federico Caffè è Professore ordinario di Politica Economica e Finanziaria nella Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Roma.

Pareto ha scritto, in qualche parte, che esistono biblioteche intere di volumi dedicati alla moneta catti­va, ma che basterebbe qualche pa­gina per discutere in modo esau­riente sulla moneta buona. Indi­pendentemente dal valore che vo­glia attribuirsi a questa o ad analo­ghe frasi celebri (e non ritengo, per mio conto, che la frase riportata possa essere condivisa), ci trovia­mo in presenza di uno studioso che, con la potenza eccezionale del suo ingegno, è riuscito più di una volta a condensare in una pa­rola o in una formula i semi che hanno alimentato interi rami della letteratura economica. Ma, scen­dendo da simili altezze stratosferi-che di vigore intellettuale al livello ìnfimo in cui mi trovo, condensare in poco tempo il tema che mi è sta­to assegnato appare, a prima vi­sta, ben poco significativo. Poi, ri­flettendo che questa limitatezza di significatività rimarrebbe immuta­ta anche se disponessi di uno spa­zio ben più ampio e considerando soprattutto che negli anni ottanta già ci siamo, credo di poter indica­re, in modesta semplicità, il mio punto di vista sulle prospettive del sistema monetario internazionale. Credo che esso trovi i suoi incon­sapevoli nemici, da un lato, nei profeti del futuro, che inventano con monotona insistenza innume­revoli varianti di nuove monete o di panieri di monete; dall'altro, nei nostalgici del passato che, avendo utilizzato con profitto in una speci­fica circostanza la formula della «messa in comune delle riserve va­lutarie», la ripropongono in ogni occasione, con patetico convinci­mento.
Tra l'utopia e l'attaccamento al passato, si colloca ciò che è stori­camente possibile, nell'arco di tempo considerato. Viviamo in an­ni di profonda involuzione cultura­le, in cui atteggiamenti che veni­vano rimproverati a membri del mondo accademico di paesi del socialismo reale rivivono in incre­dibili affermazioni, come quelle dell'economista americano David A. Stockman, il quale ha rimprove­rato ai maggiori modelli econome­trici del suo paese di produrre pre­visioni «ciniche e distruttive». In questo clima da crociata, che è la negazione stessa della dialettica scientifica, penso che gli anni ot­tanta debbano essere dedicati al­la riflessione e all'autocritica, lasciando sedimentare le idee pri­ma di imbarcarsi in nuovi ambizio­si quanto fragili progetti. Su que­sta via dell'autocritica si è lodevolmente posta la Banca Mondia­le, con il completo abbandono del tradizionale concetto di incremen­to di reddito pro-capite su cui ba­sava i suoi prestiti, una volta ac­certato che esso si traduceva nell'accrescere il vantaggio della parte già privilegiata dei paesi sottosviluppati. Tetragono ad ogni spirito autocritico appare, in­vece, il Fondo Monetario Interna­zionale, che persiste nella illusio­ne di poter condizionare le altrui economie senza una effettiva co­noscenza dell'intreccio dei proble­mi economici e sociali che le contraddistingue. Senza una profon­da autocritica di questo atteggia­mento, che offende la scienza più di quanto mortifichi la consapevo­lezza critica dei cittadini dei paesi coinvolti, non vedo un utile futuro per l'attività del Fondo, nel quadro di un sistema monetario interna­zionale che unisca la capacità tecnica con il rispetto della civiltà e della indipendenza politica di ogni membro.
Per quanto il quadro degli anni im­mediatamente innanzi a noi sia fo­sco, non mancano segni di speran­za. Un imponente numero di eco­nomisti inglesi ha assunto una fer­ma posizione critica nei confronti del monetarismo. Un autorevole banchiere centrale, Karl Otto Pöhl, presidente della Deutsche Bunde­sbank, ha avuto occasione di affermare, di recente: «La nostra po­litica non mira a un dato insieme di tassi di interesse, considerati come economicamente desidera­bili, né si propone di difendere un particolare tasso di cambio. Persi­no la nostra politica di offerta del­la moneta costituisce uno stru­mento, un obiettivo intermedio, in quanto è legata all'impiego pieno del potenziale produttivo». Questo mi sembra il seme fecondo su cui si potrà cercare di ricostruire la trama di promettenti e stabili inte­se future. Purtroppo, questa lucida affermazione è offuscata dalla preoccupazione che lo stesso per­sonaggio manifesta per l'eccessi­va espansione della spesa pubbli­ca (nella Germania Occidentale!). Allorché questi residui della sag­gezza convenzionale si saranno dissolti e, nel pieno utilizzo del po­tenziale produttivo, si sarà trovato il fine al cui servizio porre lo stru­mento monetario, sul piano inter­nazionale come su quello interno, si sarà compiuto un passo decisi­vo per ricomporre un valido siste­ma monetario tra i vari paesi. Ma questo richiede che gli anni ottan­ta siano dominati dall'autocritica, più che da una vacua progettua­lità.

venerdì 1 febbraio 2008

La storia della Zizzi

La meraviglia e lo stupore

di Riccardo Ripoli
Presidente “Amici della Zizzi”

Una storia che ha dell’incredibile! Una persona si sveglia la mattina e decide di costruire qualcosa di grandioso. E’ nata così l’idea “imprenditoriale” più sbalorditiva della Toscana, ma che dico Toscana, dell’Italia, e anche di più. Il suo capitale circolante, l'amore, l’indebitamento a breve, la solidarietà, il capitale sociale, tanti sorrisi di bambini e bambine che domani diventeranno grandi. L’ispirazione di costruire un’”Azienda funzionante” per aiutare i bimbi in difficoltà venne 22 anni fa al Dott. Riccardo Ripoli. Tra mille difficoltà, il Presidente dell’Onlus “Amici della Zizzi” (Zizzi era il nomignolo della madre di Riccardo) è riuscito a creare dal nulla una comunità che oggi possiede, tra l’altro, una casa in campagna ad Orentano (Pi) molto bella, con piscina e cavalli e tanto terreno e bosco dove i bambini possono giocare e sfogarsi senza alcun pericolo. Questa storia, tra le tante altre cose belle, ci insegna come per fare del bene non occorre per forza andare in Africa. (RM)

In Africa

L'associazione è nata nel 1986, come gruppo, dopo la morte della mia mamma, il cui soprannome era appunto Zizzi, per scopi puramente egoistici.
Fino a quel giorno ero pieno di amici, quasi ogni sabato e domenica ne venivano in casa mia 60 o anche più, ma pochi erano i veri amici che mi stettero vicini in quel momento di crisi. Cominciai così a riflettere sul fatto che la mia vita doveva cambiare, che non mi sentivo più adatto ad un certo tipo di vita, che i valori che i miei genitori mi avevano insegnato erano ben altri ed era arrivato il momento di metterli in pratica. Insomma, avevo voglia di fare qualcosa per gli altri con lo scopo di non pensare alla disgrazia che mi era capitata, accorgendomi in seguito che nella vita c'è di peggio. Così a 21 anni, pensai di recarmi in Africa per fare un'esperienza in qualche missione. Ne parlai con un sacerdote, Don Luigi, del Santuario Mariano di Montenero, vicino a Livorno, il quale mi fece riflettere sul fatto che, essendo figlio unico, se me ne fossi andato, avrei lasciato solo mio padre; che avevo iniziato l'università e che ciò che si inizia si deve portare a termine; ma soprattutto mi disse che sarebbe stato meglio se fossi rimasto a Livorno dove c'era tanto da fare per gli altri, senza bisogno di recarsi in Africa. Ero stupito perché reputavo che nella mia città non esistesse miseria o abbandono, ma mi fidai di quel sacerdote dal modo di fare spiccio e sbrigativo e seguii il suo consiglio.

Tre giorni di digiuno

Così nel Settembre 1986 andai a parlare con una signora, Olimpia Sgherri, indicatami da Don Luigi come una persona che tanto faceva per gli altri, al punto da essere soprannominata la Madre Teresa di Livorno. Olimpia, dopo avermi ascoltato, mi chiese di andare con lei a dare ripetizioni scolastiche a dei bambini. Ero meravigliato. Era solo quello il tipo di aiuto che potevo dare? Continuò l'atto di fiducia e andai con lei. Mi trovai dinanzi ad una realtà di miseria e di abbandono che non credevo potesse esistere, almeno in Italia. Per tre giorni non mangiai ed il pensiero di quella famiglia, bisognosa di tutto, specialmente di amicizia, di affetto e di considerazione, mi attanagliava. Quello fu l'inizio.

Al Santuario di Montenero

Cominciai a far visita a quella famiglia insieme a Roberta, l'unica amica che mi fosse sempre stata vicina, a portare loro generi alimentari e vestiario, davo ripetizioni scolastiche ai tre bambini, andavo a parlare con i loro insegnanti, facevo per loro le pratiche burocratiche per avere una casa o un sussidio, li portavo fuori il sabato e la domenica. Olimpia, visto il mio impegno, mi chiese di aiutare un'altra famiglia e poi un'altra, ed un'altra ancora, tanto da averne sette da seguire nel dicembre dello stesso anno attorno alle quali ruotavano circa 50 bambini tra figli, cugini e amici vari. Erano troppi per le mie sole forze. Cominciò così la strenua ricerca di persone che volessero contribuire a darci una mano in questo cammino, sia con la loro opera di volontariato, sia con denaro e generi di prima necessità. Riuscimmo così a radunare una piccola folla e nel Natale 1986 organizzammo una festa al Santuario di Montenero.

Dal notaio. Ecco l'Associazione

Da quel giorno ognuno di noi si auto tassò ed ogni mese facevamo la spesa per quelle famiglie, continuando parallelamente ad andare nelle loro case per aiutare i bambini nella lezione e farli giocare e portandoli fuori nei fine settimana. Tra quelle famiglie, bisognose di tutto, la voce si sparse e le richieste di aiuto aumentarono. Ci vedevamo così costretti a chiedere denaro al di fuori della nostra cerchia di conoscenze, così, per essere più credibili, decidemmo di dare una veste giuridica al gruppo che si era creato e il 19 maggio 1987 nacque, davanti ad un notaio di Livorno, l'Associazione "Amici della Zizzi", il cui nome voleva ricordare la mia mamma, Zizzi era il soprannome con cui i suoi amici erano soliti chiamarla (il vero nome è Anna Sofia Fulceri).

La cerimonia inaugurale

Cominciammo a darci da fare per farci conoscere e per avere denaro con volantini su tutta Livorno, partecipazioni a trasmissioni sulle Tv locali, organizzazioni di iniziative quali tornei di ping pong, cacce al tesoro, spettacoli, feste, cene.Il 19 Giugno 1987, presso l'hotel Palazzo di Livorno, ci fu la cerimonia di inaugurazione alla quale intervennero oltre 200 persone con la partecipazione del Comune di Livorno rappresentato dall'Assessore allo sport e ai giovani in carica all'epoca, che ci promise una sede. E così è stato.

Scontro - incontro con i "tossici"

Pochi giorni dopo ci fu un incontro con il Presidente della Circoscrizione 7, che prospettò l'uso dei locali di una ex scuola elementare prefabbricata in Via Piemonte 52 nel quartiere di Coteto, all'epoca abbandonata da oltre un anno e luogo abituale di ritrovo di tossicodipendenti. Subito cominciammo a pulire e riparare ciò che era nelle nostre possibilità e presto cominciarono i problemi. I tossicodipendenti, infatti, abituati a ritrovarsi in quel luogo, durante la notte distruggevano ciò che di giorno avevamo cercato di costruire, tanto da costringerci ad andarci a parlare per chiedere loro il favore di non danneggiarci, con la promessa che, una volta finito il lavoro, sarebbero stati ben accetti. Nacque così una sorta di amicizia, al punto che parteciparono anche ad alcune delle nostre iniziative.

Le segnalazioni di Olimpia

A settembre finalmente cominciarono le attività con i bambini, in prevalenza appartenenti al limitrofo quartiere di Salviano, uno fra quelli a più alto tasso di delinquenza della città, facendoli giocare e studiare; parallelamente continuò la distribuzione mensile di un pacco alimentare e di vestiario alle famiglie bisognose segnalate da Olimpia e dagli assistenti sociali (nel giro di pochi mesi erano assistite circa 50 famiglie ed accuditi una ventina di bambini in ogni loro bisogno).

Dalla polvere ai riconoscimenti

I problemi nella vita dell'Associazione non sono mancati nel corso di questi anni: furti, minacce, truffe, tentativi della circoscrizione di riappropriarsi della sede diventata ormai appetibile a molte associazioni e gruppi politici, una denuncia con relativa condanna per abusivismo edilizio per una stalla in legno, riparo per dei cavalli usati per fare ippoterapia con i bambini; ma parimenti non sono mancate neanche le soddisfazioni: riconoscimenti dal Presidente Cossiga, dal Presidente Scalfaro, dal Presidente Ciampi, articoli anche a livello nazionale (Famiglia Cristiana, Pratica, Tuttoturismo, Vita), partecipazione a molte trasmissioni TV su reti nazionali:
Unomattina su RAI 1 nel 1992
Cuori D'Oro su Retequattro nel 1995 con Enrica Bonaccorti
Milleunadonna su RAI 3 nel 1996 con Pamela Villorese
La Vita è Meravigliosa su Canale 5 nel Gennaio 2000 con Mara Venier
Mediamente su RAI 3 nel Febbraio 2000
Al Posto tuo su RAI 2 nel Marzo 2000 con Alda D'Eusanio
Unomattina su RAI 1 nell'Ottobre 2000
Intervista su Radio Maria nel Novembre 2000.
Vincita di taluni premi quali: il Premio Emilio Cagidiaco nel 1989 da parte del Rotary Club di Livorno, il Premio Natale Ina nel 1995, il Premio Al Servizio degli Ultimi da parte del Lions Club di Certaldo nel mese di Aprile del 2000 su segnalazione del Club Lions Porto Mediceo di Livorno.

A Roma, dal Papa

Incontro con il Papa a Roma, 18 Ottobre 2000, durante la settimanale udienza del mercoledì. Non è stato possibile avvicinarlo, ma i posti che erano stati riservati ai membri dell'Associazione da parte della Prefettura Pontificia, erano sul palco.

e poi, da Violante

Anche l'amicizia con l'On. Luciano Violante, Presidente della Camera dei Deputati, è per noi un importante riconoscimento all'opera che svolgiamo. Il primo incontro è stato cercato e duramente conquistato, vincendo lo sbarramento da parte del servizio d'ordine, durante la visita da parte dell'On. Violante al quinto Salone Internazionale sul Volontariato di Padova, organizzato da Civitas alla fine di Aprile del 2000.Appena rientrati a Livorno gli abbiamo scritto una lettera, nella quale gli chiedevamo la possibilità di essere ricevuti a Roma, cosa che è prontamente avvenuta il giorno 8 Giugno 2000. Durante tale incontro l'On. Violante ha voluto sapere tutto delle varie attività con i bambini, e ci ha chiesto se avessimo avuto piacere ad una sua visita a Livorno per avere la possibilità di conoscere i ragazzi. Così il 20 Luglio 2000 l'On. Violante si è recato a Livorno, rimanendo per più di un'ora con i piccoli. E' stata la visita di un amico, più che di un'autorità. I bambini gli hanno fatto una gran festa, ma lui non si è sentito il festeggiato, bensì l'animatore. Ha scherzato con loro, ha voluto sapere come si svolgessero le loro giornate, ha avuto parole di amicizia, ma non di compassione. E' stata una bellissima serata, alla fine della quale i ragazzi erano contentissimi ... e questo è quello che più conta. Dopo foto e brindisi i bambini, i veri protagonisti della serata, come era giusto che fosse, hanno mostrato le foto che scorrevano sul computer, della struttura di campagna, della vecchia casa di Orentano, della sede, delle loro vacanze estive, fornendo gli opportuni chiarimenti e rispondendo alle domande che l'onorevole, di volta in volta, faceva loro. E' stato poi il momento dei saluti e di una promessa da parte dell'On. Violante ... ritrovarsi a Roma in Ottobre, come ospiti, per visitare la Camera dei Deputati.

A Montecitorio

E puntualmente, il 19 Ottobre 2000, siamo andati con i bambini a Roma per l'incontro a Montecitorio. Siamo stati fatti entrare dal portone principale e ricevuti con tutti gli onori. La meraviglia e lo stupore dei ragazzi erano alle stelle. Ognuno li ossequiava quando gli accompagnatori sussurravano "sono gli ospiti del Presidente". Il carissimo amico li ha ricevuti nella più importante sala di Montecitorio, la sala della Lupa (dove è nata la Repubblica italiana). Ha parlato con i bambini, ha donato loro un libro con la sua dedica, per poi mostrargli lo studio dove lavora. Dopo questo sono stati accompagnati a visitare l'intero palazzo con i bambini ammutoliti dallo stupore e dalla meraviglia di trovarsi in un posto tanto bello ed importante. E' nata proprio una bella amicizia, più con l'uomo, piuttosto che con il Presidente della Camera. E' stato fatto un altro piccolo passo avanti nel cammino dell'Associazione con e per i bambini. Un tale riconoscimento è motivo di orgoglio e forse sta a significare che l'Associazione e quanti ne fanno parte siano sulla giusta strada.

La casa di campagna

Adesso abbiamo una casa in campagna ad Orentano (PI) molto bella, con piscina e cavalli e tanto terreno e bosco dove i bambini possono giocare e sfogarsi senza alcun pericolo. Purtroppo c'è da registrare l'assoluta indifferenza del Comune di Castelfranco di Sotto, di cui Orentano costituisce una frazione, che dopo aver preteso 40 milioni di tasse per la ristrutturazione della casa, non vuole ripristinare la strada vicinale di accesso alla struttura, opera primaria di cui deve farsi carico il comune. Questa struttura ci permette di ospitare tanti bambini nel periodo estivo (negli ultimi tre anni ne abbiamo avuti circa 50 ogni stagione estiva) e di portarci ogni fine settimana i 14 ragazzi di cui ci occupiamo quotidianamente.

Livorno, alti e bassi

A Livorno, invece, abbiamo una struttura fatiscente, comprata dopo mille peripezie (condono compreso) e per la quale siamo in attesa dei permessi e sopratutto dei soldi necessari per ristrutturarla e ad ampliarla, in modo che possa accogliere 24 bambini in maniera residenziale, altrettanti per il diurno e ci permetta di autofinanziarci in maniera sempre maggiore. Il costo per tale opera è assai alto, si parla di 5 miliardi e siamo già alla ricerca di sponsor, grandi e piccoli, che credano nel nostro grande sogno e nelle nostre attività a favore dei bambini più bisognosi. Tale struttura, attualmente, ospita gli uffici e il nostro "mercatino" dove raccogliamo ciò che la gente ci regala, oggetti che rimettiamo in vendita per autofinanziarci. Sempre su Livorno abbiamo un'altra struttura, questa abitativa, dove ospitiamo 10 bambini in affidamento dando loro quella famiglia che, per vari motivi, non hanno mai avuto.

Io e Roberta

La nostra è proprio una scelta di vita, io e Roberta siamo visti come i loro genitori ai quali rendere conto delle marachelle e con i quali potersi confidare nella risoluzione dei problemi che incontrano nel loro cammino di crescita. Cerchiamo di dare loro tutto il nostro amore ed il nostro affetto e tutto ciò che di materiale hanno bisogno.

Il "miracolo" di Internet

Nel Settembre dello scorso anno ho chiesto, tramite Internet, ad alcuni albergatori della Val di Fassa, la possibilità di ospitarci nei loro alberghi per trascorrere una settimana bianca con i bambini. Incredibilmente sono stati tanti gli albergatori che ci hanno risposto e così siamo stati a sciare per ben due volte, a Natale e a metà Marzo, completamente spesati di tutto: skipass, noleggio attrezzature, viaggio, pranzi e cene grazie alla nostra intraprendenza nel chiedere ai vari enti e, soprattutto, grazie alla generosità di tante persone che hanno avuto fiducia in noi ed hanno creduto alla nostra opera. In questo modo siamo già riusciti ad avere altre promesse per il periodo estivo riuscendo così a rendere maggiormente felici i bambini. Le necessità in una famiglia così grande sono sempre tante, basti pensare alla scuola e alle spese per vestiti e dentista.

Il grosso del finanziamento? La solidarietà dei cittadini

Il finanziamento non arriva né dallo Stato, al quale abbiamo fatto richiesta in virtù della legge 626, né dal nostro comune dal quale abbiamo ricevuto 500.000 lire, in 14 anni, a fronte di richieste ben più consistenti. Riceviamo alcuni contributi, sotto forma di rette, dai comuni di appartenenza di alcuni dei bambini, ma il grosso del finanziamento è dovuto al nostro lavoro e alla generosità delle persone che credono in noi e che sono in sensibile aumento, grazie anche all'utilizzo di Internet, che ci permette di farci conoscere su tutto il territorio nazionale tramite il nostro sito http://www.zizzi.org/. Ciò che tutti ci hanno sempre riconosciuto è la possibilità di vedere e partecipare alle attività con i bambini, potendo così osservare i frutti delle loro offerte (quante volte viene dato denaro ad associazioni che risultano, in seguito, fasulle) ".

sabato 19 gennaio 2008

Per qualche sorriso in più

Per qualche … sorriso in più
di Roberto Maurizio


Il libro di Stefano Bonanni, "Per qualche ... sorriso in più", della "Aletti Editore", poco più di quaranta pagine, racconta la storia, i momenti tristi, le ansie, le delusioni, le gioie e i sentimenti più intimi, di un ragazzo di "periferia". La lettura della piccola e agile pubblicazione è semplice e, via via, sempre più accattivante. Stefano disegna un personaggio sopra le righe, approndisce il suo ambiente, ama la vita e desidera che tutti facciano come il suo personaggio. La riscoperta della gestione del tempo è alla base della sua analisi. Bonanni, un giovane della periferia urbana di una Roma caotica e violenta sotto certi aspetti, cerca di lanciare se stesso nella competizione della vita con un impengno e un entusiasmo fuori dal comune. Una parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluta in beneficenza.

Il contesto storico ambientale


Stefano Bonanni, l’autore del libro di questa recensione, è un giovane, romano, affabile, educato e simpatico. E’ conosciuto da quasi tutto il quartiere a sud-est della Capitale e ad est di Cinecittà. Il quartiere, come sanno i lettori di questo blog, che per mancanza di fantasia da parte degli amministratori capitolini, è stato denominato Cinecittà Est. Sono circa 50 mila gli abitanti dell’agglomerato urbano, un dormitorio assonnato anche durante il giorno, che vede spuntare il Sole dai Castelli romani (Albano, Marino, Rocca di Papa, Frascati, Monte Porzio e Montecompatri) e non sa dove tramontano i suoi raggi, affogati in un oceano di edifici, eretti l’uno addosso all’altro, come tante sagome spettrali sormontate da una foresta di antenne televisive che sventrano il bel cielo azzurro, nonostante tutto, con colori sbiaditi lattescenti e ingialliti non dall’età ma dall’inutilità di un’esistenza effimera senza programmi e prospettive.

L'impulso vitale


Ma a Cinecittà Est, per fortuna, la specie umana non si è ancora estinta. E dai suoi terrazzi si vedono ancora campeggiare cupole, chiese, campanili, i Sette Colli, il Mediterraneo e gli Appennini. L’impulso “vitale” al quartiere giunge dai gangli essenziali del quartiere, dalla gente comune, da alcuni commercianti “illuminati”.
La risposta all’oblio viene da un bar situato a cavallo della farmacia e di un super mercato. Da parecchi decenni, il bar di Stefano rappresenta un luogo di incontri repentini e fugaci, ma densi di umanità e di comunicativa, anche perché al di fuori di esso non esiste nient’altro se non la noia. All’interno del bar è cresciuto l’autore di questo splendido libro, che attrae l’attenzione subito, fin dal suo titolo: “Per qualche … sorriso in più”, che è più di uno slogan, di un messaggio luminoso, di un appunto incantevole, di un invito a prendere la vita così come viene. E’ un avviso preciso ad essere “gentili con il mondo”.

Le critiche


L’autore, data la sua “tenera” età letteraria, non si sofferma sui termini e sui significati intriseci di alcune parole o espressioni. Ad esempio, “gentile” significa pagano, non cristiano, politeista e idolatra. Ma sappiamo che intendeva un’altra cosa. “Gentile” come rispettoso delle idee altrui. Nella poesia “Fortuna” l’autore attacca i poveracci che cercano nel gioco del Lotto di raggiungere i loro sogni più nascosti e nello stesso tempo foraggiano lo Stato e le sue derivazioni (capisc a mme!).

Un capolavoro di entusiamo, l'apoteosi della dolcezza

Nonostante queste sbavature, il libro è veramente un capolavoro di impegno e di entusiasmo, è l’apoteosi della dolcezza, è l’arricchimento continuo che il lettore ottiene in ogni riga scritta con passione e impeto coinvolgente, perché spontaneo e lontano da ogni ipocrisia.
E’ il libro nel quale viene concentrato tutto l’amore di Stefano che ha per la vita e per il miglioramento della qualità della vita di tutti gli esseri umani.

Un po' di tempo per ritrovare se stessi e amare il prossimo

Molto spesso, purtroppo, certa gentaglia si approfitta delle disgrazie altrui, dell’handicap, della fame nel mondo, degli orfanelli. Stefano è un ragazzo serio. Affronta il tema dei diversamente abili, con senso veramente civico, con profondo amore e onestà. Lui parla del “dono magico” che tutti dovrebbero avere: dedicare un po’ di tempo agli altri, alle cose, alle piante, agli animali, alle persone, alla Terra, alla Luna, al Sole, all’Universo, per ritrovare se stessi .

Iscrizioni alle scuole anno scolastico 2008-2009

Circolare sulle iscrizioni all'anno scolastico 2008-2009



Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni
fonte: Savona News

C.M. n. 110 Prot.n. AOODGOS 1032

Roma, 14 dicembre 2007


Ministero della Pubblica Istruzione
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici

Oggetto: Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle classi delle scuole di ogni ordine e grado relative all'anno scolastico 2008/2009.

Al fine di rendere più funzionali gli adempimenti per le iscrizioni per l’anno scolastico 2008-2009 e facilitare, da una parte, ogni opportuna predisposizione organizzativa delle istituzioni scolastiche e, dall’altra, l’acquisizione di adeguate informazioni per le famiglie, viene diramata l’annuale circolare per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia e ai diversi ordini e gradi di istruzione delle scuole statali e paritarie.

Le iscrizioni sono propedeutiche alla gestione del servizio scolastico; rappresentano anche un momento importante che, nei rapporti tra genitori, studenti, docenti e scuole, è opportuno vada oltre la semplice procedura organizzativa. Possono rappresentare l’occasione per avviare un dialogo positivo dell’istituzione scolastica con i genitori e con gli studenti che per la prima volta entrano in contatto con la scuola.

Scuola e famiglia

La fase delle iscrizioni rappresenta la base propedeutica dell’azione educativa e formativa sia per la scuola che per le famiglie. Le istituzioni scolastiche presenteranno la propria offerta (POF), eventualmente ridefinita anche sulla base della progettazione della quota di istituto del 20% del curricolo (compensazione tra discipline, introduzione di nuove attività o discipline e progetti di recupero/arricchimento), e particolarmente attenta ai bisogni formativi della comunità locale. In particolare, le istituzioni del primo ciclo d’istruzione potranno fornire una essenziale informativa alle famiglie sulla attività sperimentale di ricerca e applicazione delle Indicazioni per il curricolo, finalizzata agli obiettivi educativi e di apprendimento individuati nell’adattamento del POF. Per i genitori l’iscrizione costituisce un momento importante nel rapporto con l’istituzione scolastica. Un rapporto che si concretizza, tra l’altro, nell’esercizio di scelta delle opportunità formative offerte dalle scuole e nella consapevole condivisione del POF, che viene consegnato, in forma essenziale, ad ogni genitore al momento dell’iscrizione. Per gli studenti l’ingresso nella scuola oppure il passaggio ad un altro ordine di istruzione segna l’avvio o la continuità del percorso di crescita. Per gli studenti di lingua madre non italiana è anche la presa di contatto con una nuova cultura, una diversa lingua e l’avvio dell’impegnativo percorso dell’integrazione. Per i genitori e gli studenti il nuovo Statuto delle studentesse e degli studenti prevede la sottoscrizione del Patto educativo di corresponsabilità per sancire l’impegno reciproco di diritti e doveri con l’istituzione scolastica.
In questo contesto si evidenzia la necessità di richiamare l’attenzione dei genitori e degli studenti sulla particolare rilevanza che assume, in relazione agli indirizzi dell’Unione europea, l’attuazione del nuovo obbligo di istruzione (D.M. n. 139/07), della durata di dieci anni, ai fini dell’acquisizione di quelle competenze chiave di cittadinanza che possono aiutare i giovani al pieno sviluppo della loro personalità. Va richiamata l’attenzione delle scuole sulla opportunità di promuovere apposite iniziative per sostenere la collaborazione dei genitori e delle famiglie e il protagonismo degli studenti al riguardo.
Questo impegno potrà facilitare il loro percorso di crescita attraverso la progressiva acquisizione ed il consolidamento di quelle conoscenze di base e di quelle competenze indispensabili per imparare ad imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire ed interpretare l’informazione. È altresì opportuno che le famiglie e gli studenti siano informati sulle nuove misure di sostegno che gli istituti e le scuole secondarie organizzano a favore degli studenti per il recupero dei debiti formativi manifestatisi in corso d’anno.
Al momento dell’iscrizione alla prima classe degli istituti di istruzione secondaria tutti gli studenti riceveranno copia del nuovo statuto degli studenti e delle studentesse oggetto di recente intervento modificatore. Per l’Amministrazione scolastica le operazioni di iscrizione sono propedeutiche ad una serie di adempimenti e procedure di programmazione da cui dipende il regolare avvio dell’anno scolastico (determinazione della consistenza della popolazione scolastica, previsione ed elaborazione delle quantità e delle tipologie delle dotazioni di organico, mobilità del personale, conferimento degli incarichi, ecc.).

Fase propedeutica

Nella fase di predisposizione delle operazioni di iscrizioni vere e proprie le scuole sono invitate a:
curare la documentazione del progetto educativo della scuola e l’informazione sulle esperienze condotte;
fornire un semplice quadro di contesto del sistema di istruzione in cui i ragazzi iscritti vengono ad inserirsi con particolare riferimento alle maggiori novità legislative intervenute nell’ultimo biennio rispetto ai singoli settori scolastici di iscrizione (es. riforma esami Stato, prova nazionale per esami finali I ciclo, indicazioni per il curricolo per infanzia e I ciclo, innalzamento dell’obbligo di istruzione, ecc.);
predisporre strumenti informativi sintetici per fornire alle famiglie adeguati elementi di conoscenza per orientare la scelta di iscrizione;
organizzare adeguati momenti di incontro con le famiglie, anche d’intesa con le istituzioni scolastiche (o educative) attualmente frequentate dai ragazzi;
concordare in rete con le altre istituzioni scolastiche del territorio modalità, criteri e tempi di svolgimento delle operazioni, anche al fine di razionalizzare e coordinare le scelte delle famiglie, con particolare riferimento anche agli alunni con cittadinanza non italiana;
riservare una particolare attenzione alla presentazione del nuovo obbligo di istruzione da parte soprattutto delle istituzioni scolastiche del I grado, adottando opportune iniziative per sostenere, al riguardo, la collaborazione dei genitori e delle famiglie e il protagonismo degli studenti.

Per parte sua, anche l’Amministrazione scolastica, ai vari livelli territoriali, è impegnata a sostenere l’informazione per le famiglie nei modi ritenuti più adeguati. In particolare è attivo sul portale del Ministero della pubblica istruzione uno speciale “iscrizioni” da cui le famiglie possono trarre utili informazioni con possibilità per le stesse istituzioni scolastiche di procedere alla riproduzione delle schede informative predisposte.

Da gennaio a marzo

L’Amministrazione e le istituzioni scolastiche, statali e paritarie, vorranno riservare particolare cura alle operazioni di iscrizione e ai loro effetti, in considerazione del fatto che da esse dipende la definizione degli assetti organizzativi e funzionali del sistema scolastico, nonché la programmazione e destinazione delle risorse umane e la predisposizione dell’accoglienza.In particolare, l’accuratezza delle procedure di iscrizione è fondamentale per il controllo dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, in quanto esse sono alla base della costruzione delle anagrafi scolastiche, importante strumento per prevenire i fenomeni di evasione e di dispersione. Anche i soggetti istituzionali dei diversi livelli territoriali (Regioni ed Enti locali), in sinergia col sistema scolastico, sono chiamati a svolgere una importante opera a supporto e sostegno dell’organizzazione del servizio (diritto allo studio, anagrafi territoriali, integrazione dell’offerta formativa, servizi complementari di trasporto e di mensa, disponibilità di strutture edilizie, ecc.). L’andamento delle iscrizioni rivela, altresì, tendenze e orientamenti di cui i diversi soggetti interessati possono tener conto per una equilibrata e funzionale determinazione degli assetti e della distribuzione dei percorsi di istruzione e di formazione e dei servizi sul territorio.

Da aprile a giugno

A completamento dell’intera fase delle iscrizioni e dei conseguenti assetti di organico della scuola, gli organi collegiali delle istituzioni scolastiche provvedono alla conferma o ridefinizione dei criteri di formazione delle classi e alla predisposizione, di massima, della loro composizione, dedicando particolare attenzione all’inserimento degli alunni con disabilità e all’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana. Per i primi, una volta acquisita la certificazione della Asl di competenza, dovranno essere avviati procedure e contatti per l’attivazione della unità multidisciplinare preposta alla stesura del profilo dinamico funzionale, e per la predisposizione di massima del piano educativo individualizzato. Per gli alunni con cittadinanza non italiana è opportuno fare riferimento alle disposizioni contenute nel DPR 394/99 che disciplinano la materia e alla “Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione”, predisposta dal Ministero degli Interni. Per quanto attiene in generale alle attività connesse alla composizione delle classi, si raccomanda particolare attenzione alla determinazione dei criteri definiti dal consiglio di circolo/istituto, affinché non si creino condizioni di esclusione o squilibri immotivati.

Per l’anno scolastico 2008-2009 il termine di scadenza per la presentazione delle domande di iscrizione alle scuole dell’infanzia e alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado è fissato al 30 gennaio 2008.L’iscrizione riguarda esclusivamente le classi prime delle scuole di ogni ordine e grado e le sezioni di scuola dell’infanzia. Per gli studenti delle classi successive al primo anno di corso, l’iscrizione è disposta d’ufficio. Con specifico riferimento ai diversi settori scolastici interessati, si forniscono le seguenti opportune istruzioni e indicazioni.

1. Scuola dell'infanzia

L’offerta relativa alla scuola dell’infanzia è garantita da Stato, Comuni e scuole paritarie. Anche per tale ragione, gli Uffici Scolastici Regionali concorrono, attraverso i propri Uffici provinciali e d’intesa con gli Enti Locali, all’attivazione di opportune forme di coordinamento, in modo da:
consolidare la generalizzazione del servizio nelle diverse realtà territoriali, tenendo conto della dinamica della domanda;
razionalizzare l’offerta da parte delle scuole coinvolte, valorizzando compiutamente le risorse disponibili;
contenere e controllare il fenomeno delle doppie iscrizioni per rispondere al meglio alle richieste dei genitori.
Ulteriori condizioni per qualificare l’organizzazione didattica sono individuate dal protocollo sottoscritto in data 5 ottobre 2005 da ANCI e coordinamento interassociativo per le scuole dell’infanzia (http://www.anci.it/), che può costituire utile base di riferimento per le intese locali.
Possono essere iscritti alla scuola dell’infanzia i bambini e le bambine che abbiano compiuto o compiano, entro il 31 dicembre 2008, il terzo anno di età. Possono altresì essere iscritti, a conferma della consolidata prassi amministrativa, i bambini e le bambine che compiano i tre anni di età entro il 31 gennaio 2009. Per questi ultimi, l’ammissione alla frequenza può essere disposta in presenza di disponibilità di posti e previo esaurimento delle eventuali liste di attesa; pertanto, nel caso in cui il numero delle domande di iscrizione sia superiore al numero dei posti disponibili, hanno la precedenza le domande di coloro che compiono tre anni di età entro il 31 dicembre 2008.
Rientra nell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche, sulla base delle delibere degli organi collegiali, la possibilità di consentire la frequenza fin dall’inizio dell’anno scolastico anche per i bambini e le bambine che compiono i tre anni a gennaio 2009.
È comunque esclusa la possibilità di iscrivere a scuole dell’infanzia bambini che compiano i tre anni di età dopo il 31 gennaio 2009. L’iscrizione di bambini che compiano il terzo anno dopo tale data è consentita solamente all’interno di sezioni primavera regolarmente costituite e autorizzate.
Particolare attenzione va anche riservata alla gestione delle liste d’attesa al fine di assicurare pari condizioni, trasparenza nelle procedure e funzionalità del servizio. Il dirigente scolastico, in caso di eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili, curerà l’informazione sollecita alle famiglie per consentire altra opzione verso scuola diversa.

1.1 Sezioni primavera

Da questo anno scolastico 2007-2008 è stato avviato, in forma sperimentale, il nuovo servizio integrato per bambini di età compresa tra i 24 mesi (compiuti entro il 31 ottobre 2007) e i 36 mesi, previsto dalla legge 296/2006 e disciplinato dall’Accordo sancito in Conferenza unificata Stato-Regioni e Autonomie Locali il 14 giugno 2007.
Le nuove sezioni in cui si struttura il nuovo servizio sono state costituite presso scuole dell’infanzia statali, paritarie e comunali o asili nido comunali o convenzionati.Tale offerta educativa si realizza mediante specifica sezione appositamente costituita, con un proprio progetto educativo, spazi propri e personale dedicato, differenziandosi, pertanto, dall’istituto dell’anticipo che si fondava sulla domanda individuale delle famiglie.
La particolarità di questa offerta educativa e la sua connotazione sperimentale che la colloca tra i servizi per la prima infanzia (0-3 anni) e quelli propri della scuola dell’infanzia (3-6 anni) non consentono, allo stato attuale, di definirne con precisione una configurazione ordinamentale.
Anche per questa ragione, l’apertura di nuove sezioni per bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi e l’iscrizione ad esse non potrà seguire le normali cadenze temporali di iscrizione proprie degli altri profili istituzionali.
Verranno pertanto fornite opportune informazioni in una fase successiva, d’intesa con gli altri Ministeri interessati, con le Regioni e con le rappresentanze nazionali dei Comuni.

1.2 Gli orari di funzionamento

Gli orari annuali di funzionamento della scuola dell'infanzia sono compresi tra un minimo di 875 ore ed un massimo di 1.700 ore, corrispondenti, in linea di massima, rispettivamente a 25 e a 50 ore settimanali. All'atto dell'iscrizione i genitori esprimono la propria opzione per le articolazioni orarie, anche sulla base delle opportunità educative e dei modelli organizzativi offerti dalle scuole, nel rispetto delle dotazioni organiche.

2. Scuola primaria

Hanno l’obbligo di iscrizione alla prima classe della scuola primaria i bambini e le bambine che compiono sei anni di età entro il 31 agosto 2008; possono iscriversi, altresì, quelli che li compiono entro il 31 dicembre 2008 e, per anticipo, coloro che li compiono entro il 30 aprile 2009. I genitori o i soggetti che esercitano la potestà sul minore possono iscrivere l’alunno alla scuola del territorio di appartenenza o ad altra istituzione scolastica, prescelta in base alla offerta formativa e agli orari di funzionamento. Le domande di iscrizione sono accolte, entro il limite massimo dei posti disponibili, sulla base dei criteri stabiliti dai consigli di circolo/istituto e resi pubblici prima delle iscrizioni.Per una funzionale programmazione del servizio, i genitori possono presentare domanda di iscrizione ad una sola istituzione scolastica.

Il dirigente scolastico, in caso di eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili, curerà l’informazione sollecita alle famiglie per consentire altra opzione verso scuola diversa.

2.1 Gli anticipi di iscrizione alla prima classe

I genitori hanno la possibilità di iscrivere alla scuola primaria le bambine e i bambini che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell'anno di riferimento. Per l'anno scolastico 2008-2009 tale possibilità riguarda, pertanto, i bambini che compiranno 6 anni di età entro il 30 aprile 2009. In tal caso la scuola, cui consegue l’obbligo di accettazione, è impegnata ad assicurare nei confronti degli alunni, i cui genitori hanno richiesto l’iscrizione anticipata, una particolare attenzione per una proficua accoglienza ed un efficace inserimento, soprattutto tenendo conto dei ritmi di apprendimento e dei tempi di attività.I genitori potranno avvalersi, a loro richiesta, di indicazioni e orientamenti da parte delle scuole dell’infanzia frequentate dai loro figli per una scelta consapevole.

2.2 Gli orari di funzionamento

Le istituzioni scolastiche definiscono nel Piano dell’Offerta Formativa il tempo-scuola in un quadro unitario come offerta organica alle famiglie. L’offerta formativa terrà conto delle risorse professionali di cui la scuola dispone e delle prevalenti e ricorrenti richieste delle famiglie.Le dotazioni di organico del personale docente assicureranno l’organizzazione delle attività didattiche per il tempo scuola ordinario o, se le risorse assegnate lo consentono, per il tempo pieno.Il tempo scuola ordinario, funzionante per un massimo di 30 ore settimanali, è comprensivo di orario obbligatorio e facoltativo opzionale a cui può aggiungersi l’eventuale tempo dedicato alla mensa la cui fruizione è lasciata alla opzione delle famiglie. L’offerta di tempo pieno, in base alla ripristinata norma legislativa (cfr. legge di conversione 25.10.2007, n. 176) e nei limiti di quanto previsto dal tale disposizione, si avvale di un modello organizzativo unitario senza articolazione di momenti opzionali e facoltativi, per complessive 40 ore settimanali. Condizione inderogabile per l’attivazione di tale offerta è l’esistenza e l’effettivo funzionamento delle strutture e dei servizi necessari. Il tempo pieno, infatti, richiede, come è noto, la disponibilità di adeguate strutture edilizie e delle attrezzature idonee, nonché l’esplicito impegno dell'Ente locale ad assicurare il servizio di mensa.
All’atto delle iscrizioni, compatibilmente con le disponibilità di posti, i genitori possono effettuare, in alternativa al tempo scuola ordinario, la scelta del tempo pieno.

3. Scuola secondaria di I grado

Sono soggetti all’obbligo di iscrizione per l’anno scolastico 2008-2009 alla scuola secondaria di I grado gli alunni che terminano nel 2007-2008 la scuola primaria con esito positivo. Le domande di iscrizione alla prima classe della scuola secondaria di I grado, da indirizzare alla scuola prescelta, dovranno essere presentate per il tramite della scuola primaria di appartenenza, che provvederà a trasmetterle, entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine del 30 gennaio 2008, alla istituzione scolastica interessata.

Il dirigente scolastico, in caso di eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili curerà l’informazione sollecita alle famiglie per consentire altra opzione verso scuola diversa.

3.1 Orari di funzionamento

Le istituzioni scolastiche definiscono nel Piano dell’Offerta Formativa il tempo-scuola in un quadro unitario come offerta organica alle famiglie. L’offerta formativa terrà conto delle risorse professionali di cui la scuola dispone e delle prevalenti e ricorrenti richieste delle famiglie.Le dotazioni di organico del personale docente della scuola secondaria di I grado assicureranno l’organizzazione delle attività didattiche per il tempo scuola ordinario o per il tempo prolungato, se le risorse assegnate ai sensi dell’art. 15 del decreto legislativo n. 59/2004 lo consentono.Nelle scuole secondarie di I grado, nei limiti delle risorse di organico disponibili, è previsto un orario complessivo per un massimo di 33 ore settimanali, comprensivo di orario obbligatorio e facoltativo opzionale. Nelle discipline obbligatorie rientrano l’insegnamento della lingua inglese e di una seconda lingua comunitaria.L’offerta di tempo prolungato può comportare una durata del servizio fino a 40 ore settimanali e, secondo le disposizioni di cui al decreto ministeriale 22 luglio 1983, richiede altresì la disponibilità di adeguate strutture edilizie e delle attrezzature idonee, nonché - ove il servizio esiga l'organizzazione della mensa – l’esplicito impegno dell'Ente locale ad assicurarla.

All’atto dell’iscrizione, compatibilmente con le disponibilità dei posti e dei servizi, i genitori possono effettuare la scelta del tempo scuola, ordinario o prolungato.

4. Istituti comprensivi

All’interno degli istituti comprensivi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado, non è richiesta la domanda di iscrizione alla prima classe della scuola secondaria di I grado per gli alunni che hanno frequentato nella stessa istituzione la quinta classe della scuola primaria. L’iscrizione, in tali casi, opera d’ufficio.Nel caso in cui i genitori intendano far frequentare ai propri figli un istituto scolastico diverso da quello comprensivo, nel quale stanno concludendo l'ultimo anno del corso di scuola primaria, presenteranno la domanda di iscrizione alla scuola prescelta per il tramite dell’istituto comprensivo di appartenenza che provvederà a trasmetterla, entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine del 30 gennaio 2008.

5. Scuola secondaria di II grado

Gli studenti che nel presente anno scolastico concluderanno, con il superamento dell'esame di Stato, il percorso del primo ciclo di istruzione, per effetto della norma che ha disposto l’innalzamento dell’obbligo di istruzione devono iscriversi alla prima classe di un istituto secondario di II grado. L’obbligo può essere assolto anche mediante iscrizione a percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale. Il Regolamento di istituto prevede, contestualmente all’iscrizione, la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti del Patto educativo di corresponsabilità, per la definizione di diritti e doveri nel rapporto tra scuola, studenti e genitori, predisposto dal Consiglio di Istituto (cfr. nuovo Statuto delle studentesse e degli studenti).

Le domande di iscrizione degli alunni frequentanti l’ultimo anno della scuola secondaria di I grado negli istituti statali e paritari, ai fini della prosecuzione del proprio percorso di studi nel sistema dell'istruzione, andranno indirizzate all'istituto prescelto.Le domande vengono presentate alle scuole secondarie di I grado attualmente frequentate, le quali provvederanno a trasmetterle agli istituti di destinazione entro i cinque giorni successivi alla scadenza del 30 gennaio 2008, fermo restando quanto previsto dal successivo paragrafo 5.1.

Si conferma che la domanda di iscrizione deve essere presentata ad un solo istituto di istruzione secondaria di II grado. Ciò anche in considerazione del fatto che una doppia opzione da parte delle famiglie può alterare le situazioni di organico. Tuttavia, in considerazione della possibilità che si verifichi eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili e che, conseguentemente, si renda necessario dirottare verso altri istituti le domande non accolte, le famiglie, in sede di presentazione della istanza di iscrizione, possono indicare, in subordine, fino ad un massimo di altri due istituti di proprio gradimento.Sarà cura del dirigente scolastico dell’istituto presso cui la domanda non è stata accolta, provvedere all’inoltro immediato delle opzioni in subordine, d’intesa con le famiglie, verso gli istituti indicati.Per gli studenti che intendono avvalersi della possibilità di accedere ai percorsi di istruzione e formazione professionale, il dirigente assume agli atti la manifestazione formale della famiglia di impegno all’iscrizione a tale percorso alternativo all’istruzione.In base a tale impegno formalizzato, il dirigente procederà a suo tempo all’accertamento dell’obbligo.

5.1 Percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale

La legge finanziaria 2007 ha confermato, in via transitoria, la prosecuzione, anche per il prossimo anno scolastico, dei percorsi triennali sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all’art. 28 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, realizzati in attuazione dell'Accordo-quadro sottoscritto in data 19 giugno 2003 cui hanno fatto seguito specifici Protocolli di intesa stipulati con gli Uffici scolastici regionali.I tempi e le modalità di attuazione dei suddetti percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale sono definiti d’intesa tra i competenti Assessorati delle rispettive Regioni e gli Uffici scolastici regionali e sono oggetto di una tempestiva e puntuale informazione ai dirigenti scolastici interessati. Le suddette intese dovranno comprendere modalità, strumenti e tempi per consentire ai dirigenti scolastici della scuola secondaria di I grado l’accertamento dell’obbligo mediante frequenza dei percorsi sperimentali da parte di alunni provenienti dalla propria scuola.

6. Domande di iscrizione in eccedenza

Non sempre il rapporto domanda di iscrizione-offerta di servizio nei diversi ordini di scuola si conclude positivamente, in quanto la disponibilità di posti, di servizi e di strutture può ostacolare il pieno accoglimento delle richieste da parte delle famiglie.Nella previsione di domande di iscrizione in eccedenza, le scuole dovranno procedere preventivamente alla definizione dei criteri di precedenza nella ammissione, mediante apposita delibera del consiglio di circolo/istituto da rendere pubblica preventivamente con affissione all’albo.Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, in particolare, potranno essere attivate, da parte degli Uffici scolastici provinciali, d’intesa con le Amministrazioni comunali interessate, opportune forme di coordinamento tra soggetti pubblici e privati che gestiscono il servizio sul territorio per razionalizzare il più possibile il rapporto domanda-offerta.A iscrizioni avvenute, si invitano i dirigenti scolastici delle scuole statali interessate ad assumere gli opportuni contatti con i diversi gestori dei servizi dell'infanzia sul territorio di competenza, al fine di identificare eventuali situazioni di doppia istanza prodotta dalle famiglie, procedendo sollecitamente ad avvicinare le stesse per dirimere le situazioni pendenti, derivanti da doppia iscrizione, e superare quanto prima le situazioni di stallo connesse con le liste di attesa.Nel caso in cui i dirigenti medesimi accertino definitivamente l'impossibilità di accogliere le domande in eccedenza presentate dalle famiglie si adopereranno, d'intesa con le stesse, per l'inoltro immediato della domanda di iscrizione ad altre scuole dei territori limitrofi.Questa ultima procedura vale anche per la scuola primaria statale, qualora, soprattutto a causa della particolare offerta di servizio di talune scuole (es., organizzazione a tempo pieno), si verifichino domande in eccedenza rispetto ai posti disponibili.Per le scuole secondarie, considerato che le domande di iscrizione vengono presentate direttamente alla scuola attualmente frequentata dallo studente la quale, a sua volta, procede d'ufficio al relativo inoltro agli istituti prescelti, non è consentito alle famiglie presentare una seconda domanda direttamente ad altri istituti e non è parimenti consentito a questi ultimi di accoglierle.Anche in tali casi, il dirigente dell'istituto destinatario della domanda curerà sollecitamente l'individuazione degli studenti per i quali, anche in base ai criteri di ammissione deliberati dal consiglio di istituto, non sia stato possibile accogliere la domanda di iscrizione ed entro il 15 febbraio procederà all'inoltro immediato della domanda di iscrizione ad altro istituto statale, individuato d'intesa con la famiglia.

7. Verifica dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione

In una scuola che ha a cuore il percorso di ogni studente, che non lascia indietro nessuno e che non lascia solo nessuno, si impone una seria riconsiderazione dell’obbligo d’istruzione come impegno per il diritto personale di ciascuno. In particolare si invitano gli Uffici scolastici regionali a sviluppare una efficace azione di prevenzione e contrasto con attenzione particolare ai territori maggiormente a rischio di dispersione scolastica e a quelle fasce di utenza che presentano maggiori criticità, come, ad esempio, gli alunni con cittadinanza non italiana. In questa loro azione gli Uffici scolastici opereranno in sinergia con le Regioni e gli Enti locali valutando l’opportunità di pianificare gli interventi di prevenzione nei Piani territoriali.

7.1 Il riemergere dell’evasione scolastica

Nuove emergenze o nuovi aspetti dell’evasione scolastica sono oggetto di crescente preoccupazione; per quanto limitato sia il fenomeno, alcune realtà di disagio sociale e culturale stanno facendo riemergere un problema che si riteneva superato. Occorre assicurare l’effettivo assolvimento dell’obbligo di istruzione a livello di scuola del primo ciclo, con una vigilanza attenta rispetto all’istruzione familiare e alla frequenza di scuole non statali e non paritarie (anche con rinnovata attenzione agli esami di idoneità), ai processi di immigrazione e ad alcuni gruppi di minoranze, allo sfruttamento del lavoro minorile e alle nuove povertà, di cui si hanno evidenze soprattutto nei contesti metropolitani. L’Amministrazione, con rinnovato impegno, assicurerà tempestività degli interventi e accuratezza nel lavoro di vigilanza, ponendo in essere le azioni previste dal Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione (D.M. 22.08.2007).

7.2 Il ruolo delle scuole

Con riferimento all’assolvimento dell’obbligo di istruzione, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al citato Accordo quadro, sarà compito dei dirigenti scolastici degli istituti di istruzione secondaria di primo grado, dai quali provengono gli studenti interessati:
verificare il reale assolvimento dell’obbligo di istruzione e formazione da parte di studenti particolarmente a rischio, rilevando i casi e le ragioni di inosservanza;
attivare tutti gli interventi che dovessero rendersi necessari, ivi comprese le segnalazioni alle autorità competenti.

7.3 L’anagrafe degli studenti


Lo sviluppo e la messa a punto dell’anagrafe degli studenti costituiscono una base per una rinnovata azione di controllo dell’obbligo d’istruzione. A questo scopo gli Uffici scolastici regionali assicurano la funzionalità delle operazioni connesse e promuovono iniziative, anche in collaborazione con gli Enti locali, per favorire l’integrazione dei dati riferiti anche ai percorsi sperimentali di formazione professionale. Data la complessità della materia delle iscrizioni e la sua rilevanza per il diritto allo studio, è necessario che gli Uffici scolastici regionali e le istituzioni scolastiche seguano direttamente le varie operazioni attraverso le quali si effettuano le iscrizioni ed in particolare svolgano un'accorta e mirata opera di informazione, sensibilizzazione e orientamento nei confronti delle famiglie, degli alunni e di quanti, a vario titolo, sono coinvolti e interessati alla delicata incombenza. Al riguardo si segnala l’opportunità di rafforzare la collaborazione con le Regioni e, in particolare, con gli Enti locali, allo scopo di coordinare gli interventi sul territorio.

8. Trasferimenti di iscrizione

In caso di trasferimento da una scuola ad un'altra, statale o paritaria, successivamente all’iscrizione effettuata, vanno osservate le seguenti istruzioni.

La richiesta di trasferimento, debitamente motivata, va inoltrata al dirigente scolastico della scuola in cui è stata presentata l’iscrizione, il quale rilascia al genitore il relativo nulla osta. Si richiama l'attenzione sulla necessità del rilascio del nulla osta da parte della scuola di provenienza, quale condizione inderogabile per l'accoglimento della domanda di iscrizione, sulla base della disponibilità dei posti, da parte del dirigente scolastico della scuola di destinazione.

Le conseguenti rettifiche di anagrafe saranno curate dalle scuole interessate, previa verifica dell’avvenuta nuova iscrizione.

9. Alunni con disabilità

Le iscrizioni di alunni con disabilità avvengono con presentazione, da parte della famiglia, della certificazione rilasciata dalla Asl di competenza, a seguito di appositi accertamenti collegiali.Sulla base di tale certificazione, la scuola attiva l’unità multidisciplinare di cui all’art. 4 del DPR 24 febbraio 1994 al fine di predisporre il profilo dinamico dell’alunno iscritto e di tracciare le basi del Piano educativo individualizzato, anche al fine di procedere alla richiesta di personale docente di sostegno e di assistenti educativi a carico dell’Ente locale.

10. Alunni con cittadinanza non italiana

La presenza, in aumento continuo, di alunni con cittadinanza non italiana ha assunto da diversi anni le caratteristiche di un fenomeno strutturale, che la scuola ha affrontato nella sua complessità, con esperienze di innovazione e di integrazione. In ragione della rilevanza del problema dovrà essere posta, pertanto, particolare attenzione a tutta la problematica che accompagna l’iscrizione scolastica di tali alunni. In proposito, si raccomanda ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali e ai dirigenti scolastici di promuovere opportune intese con gli Enti Locali per assicurare una equilibrata distribuzione della popolazione scolastica straniera e di fornire, anche nella prospettiva dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, adeguate informazioni sulle tipologie e indirizzi delle scuole secondarie di II grado.L’articolo 45 del DPR n. 394/1999 fornisce, tra l’altro, criteri relativi all’obbligo e all’iscrizione scolastica dei minori stranieri, alla ripartizione e alla loro assegnazione alle classi.Si richiama, innanzitutto, l’attenzione non solo sul diritto dei minori stranieri di accedere all’istruzione fornita dalle scuole italiane e al conseguente obbligo delle stesse di accoglierli, anche in corso d’anno, indipendentemente dalla regolarità della loro posizione, ma, soprattutto, si evidenzia il fatto che per diversi di loro vi è il concreto rischio che non ottemperino all’obbligo, che siano avviati precocemente al lavoro minorile e, soprattutto nelle grandi città, vengano sfruttati in forme di accattonaggio.La scuola non può rimanere indifferente di fronte a tali situazioni che richiedono una concertata azione interistituzionale che chiama in causa altri soggetti pubblici che hanno primaria responsabilità nella gestione del territorio.

10.1 Assegnazione alle classi

In via ordinaria gli alunni stranieri soggetti all’obbligo di istruzione sono iscritti d’ufficio alla classe corrispondente all’età anagrafica. I collegi dei docenti possono definire comunque le modalità generali dell’assegnazione dell’alunno straniero alla classe inferiore o superiore a quella corrispondente all’età, tenendo conto, come espressamente previsto dalla norma (art. 45 del DPR 394/1999), dei criteri sopra evidenziati (ordinamento scolastico del paese di provenienza, accertamento delle competenze possedute, corso di studi seguito, titolo di studio posseduto, ecc.).È opportuno che la modalità concreta di assegnazione avvenga con affidamento delle verifiche e degli accertamenti preliminari ad un gruppo di docenti, appositamente individuato dal collegio e preposto all’accoglienza, che dia attuazione ai criteri di assegnazione e che ne segua inizialmente l’inserimento, al fine di fornire al dirigente scolastico ogni utile elemento per l’assegnazione alle classi. I collegi dei docenti possono valutare altresì la possibilità che l’assegnazione definitiva alla classe sia preceduta da una fase di alfabetizzazione strumentale e di conoscenza linguistica in intergruppo e/o interclasse finalizzata a favorire un efficace inserimento.

Occorre in ogni modo che la questione dell’inserimento scolastico degli alunni stranieri venga assunta in termini interistituzionali, secondo logiche di sistema che, per quanto riguarda l’istruzione, prendano in considerazione ogni momento del processo formativo degli alunni, dal loro ingresso a scuola fino al termine del loro itinerario scolastico o formativo.

Infine, con riferimento alle iscrizioni degli alunni con cittadinanza straniera che avvengono in corso d’anno, si raccomanda l’adozione di particolari forme di accoglienza che possano facilitare, fin dai primi contatti, un’efficace azione di integrazione degli alunni stranieri.

Il diritto di inserimento di stranieri in corso d’anno vale anche per i corsi di alfabetizzazione per adulti di cui a successivo paragrafo.10.2 Accordi di rete È opportuno che le istituzioni scolastiche, al fine di evitare la concentrazione di iscrizioni di alunni stranieri su talune scuole con effetti di squilibrio sociale della popolazione scolastica, attivino accordi di rete per una razionale distribuzione territoriale delle domande.

L’accordo di rete può, altresì, prevedere, con attenzione alle fasi di attività scolastica successive alle iscrizioni, l’impiego in comune di risorse professionali e strumentali, a cominciare dalla messa a disposizione delle migliori esperienze di integrazione condotte da talune scuole e alla istituzione di laboratori finalizzati alla ricerca didattica e alla sperimentazione.

10.3 Intese territoriali

Le scuole, possibilmente con azioni di rete, vorranno, pertanto, sollecitare o assecondare attivamente le iniziative degli Enti locali e/o di altri soggetti pubblici per l’adozione di misure di prevenzione, orientamento e controllo circa l’assolvimento dell’obbligo.

Con riferimento alle situazioni delle città e dei grandi centri urbani nei quali è presente una ampia rete di scuole, le iscrizioni di alunni con cittadinanza non italiana richiedono un governo condiviso e programmato della domanda e dell’offerta di servizi scolastici.

Nella predisposizione degli accordi sarà quanto mai opportuno prevedere intese con gli Enti locali per favorire l’attivazione di ogni misura di accompagnamento (trasporti, mense, ecc.) utile al conseguimento di un’equilibrata distribuzione della domanda, nonché con associazione del volontariato e del privato sociale per specifiche azioni di integrazione.Nell’occasione è auspicabile che si instauri un attento rapporto della scuola con la famiglia dei minori accolti, eventualmente facilitato dall’intervento di mediatori culturali e di operatori del volontariato sociale e di associazioni interculturali.

11. Istruzione parentale

I genitori o gli esercenti la potestà parentale che intendano provvedere in proprio all'istruzione dei minori soggetti all’obbligo di istruzione devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola del territorio di residenza apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, di possedere capacità tecnica o economica per provvedervi, rimettendo al dirigente medesimo l’onere di accertarne la fondatezza.

Per quanto attiene all'esame di idoneità degli alunni che si siano avvalsi dell'istruzione parentale o comunque frequentanti scuole non statali e non paritarie, si rinvia alle disposizioni che saranno diramate in materia con l’apposita ordinanza relativa a scrutini ed esami.

12. Insegnamento della religione cattolica

Al momento dell’iscrizione le famiglie degli alunni esercitano la facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. L’esercizio di tale facoltà si attua mediante la compilazione di apposita richiesta, secondo il modello D allegato. La scelta ha valore per l’intero ciclo di studi e comunque in tutti i casi in cui sia prevista l'iscrizione d'ufficio, fatto salvo il diritto di modificare tale scelta per l’anno successivo.La facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica è, altresì, esercitata dallo studente, se maggiorenne o se frequentante istituti di istruzione secondaria di II grado.La scelta alternativa all’insegnamento della religione cattolica trova invece concreta attuazione nella opzione di diverse possibili attività:
attività didattiche e formative,
attività di studio e/o di ricerca individuali con assistenza di personale docente,
libera attività di studio e/o di ricerca individuale senza assistenza di personale docente,
uscita dalla scuola.
La scelta specifica di attività alternative, operata mediante l’allegato mod. E all’inizio delle lezioni, ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce.

13. Corsi per adulti

Allo scopo di far conseguire più alti livelli di istruzione alla popolazione adulta, anche immigrata, con particolare riferimento alla conoscenza della lingua italiana, a partire dal 2008 verrà dato nuovo impulso all’istruzione degli adulti attraverso la riorganizzazione e il potenziamento dei centri territoriali permanenti e dei corsi serali su base provinciale, secondo le previsioni normative contenute nella legge 296/2006 (finanziaria 2007) e nel decreto ministeriale 25 ottobre 2007.

Il termine per l'effettuazione delle iscrizioni ai corsi per adulti finalizzati all'alfabetizzazione culturale, ai corsi di scuola secondaria di I grado per adulti (150 ore), ai corsi serali presso gli istituti di istruzione secondaria di II grado, nonché ai corsi aventi ad oggetto l'attuazione di progetti di sperimentazione finalizzati a favorire il rientro degli adulti nel sistema formativo, è fissato al 31 maggio 2008.

Tale termine non è ovviamente applicabile ai fini dell'ammissione ai corsi a carattere modulare rientranti nell'offerta formativa libera e non curricolare delle istituzioni scolastiche. La fissazione del succitato termine ordinario mira a consentire l'ordinato svolgimento, nei tempi previsti, delle attività propedeutiche all'inizio dell'anno scolastico. Tuttavia, in relazione a specifiche, eccezionali ragioni impeditive riferite a singoli interessati, è possibile, attraverso l'adozione di formale provvedimento, accettare iscrizioni anche dopo la data del 31 maggio 2008 e, ordinariamente, non oltre l'inizio delle lezioni per l'anno scolastico 2008-2009.

14. Privacy e trattamento dei dati sensibili

Nel corso dello svolgimento delle diverse operazioni di iscrizione precedentemente richiamate e nella fase di acquisizione delle documentazioni a sostegno della richiesta di servizi educativi o assistenziali da parte delle famiglie, le istituzioni scolastiche possono esser interessate all’acquisizione e al trattamento di dati sensibili e giudiziari riferiti agli alunni o a loro familiari.Si richiama l’attenzione dei dirigenti scolastici su questo particolare aspetto della privacy e sulla scrupolosa osservanza delle disposizioni previste in materia dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di trattamento dei dati personali) e al Regolamento ministeriale 6 dicembre 2006.

Il Direttore Generale f.to Mario G.